Un caso emblematico

Una societá italiana, proprietaria di un brevetto per una miscela rivoluzionaria per gelato, che garantisce al contempo un’eccellente qualitá “artigianale” ed un risparmio sino al 30% nel costo logistico della materia prima ed in quello di produzione del gelato, dopo aver iniziato attivitá in Italia ed in alcuni paesi europei, decide di iniziare la sua avventura extra-europea, studiando alcuni paesi considerati di grandi interesse, in base ai seguenti criteri:

– dimensione del mercato attuale

– reali prospettive di crescita del consumo pro capite

– disponibilitá di locations nei circuiti del consumo

– facilitá di inizio attivitá

– economicitá dell’iniziativa / ritorno sull’investimento

Restano in lizza, dopo un’analisi preliminare: Stati Uniti (Texas), Emirati Arabi (Abu Dhabi), Marocco (Casablanca e Rabat), Brasile (San paolo).

La societá decide di affidarci l’incarico di effettuare uno studio di pre-fattibilitá, in virtú di precedenti contratti e collaborazioni andati a buon fine con alcuni dei soci. L’incarico consulenziale ad Aurelia era volto a:

– conoscere la storia, le tipologie prodotte, e la struttura distributiva del gelato in Brasile e São Paulo

– ricercare gli operatori dei grandi centri commerciali ed avviare le prime trattative

– iniziare a selezionare le migliori soluzioni per impostare l’investimento

– testare direttamente la qualitá delle nuove gelaterie semi-artigianali italiane presenti nel mercato, e studiarne la dinamica finanziaria, operativa e commerciale

La societá  riceve le prime informative commerciali e tecniche, e comincia ad analizzare i dati. Immeditamente dopo questa prima fase, si decide di operpare un sopraluogo diretto a S.Paolo, che viene organizzato e realizzato sotto l’egida e la guida di Aurelia.

I dati di consumo sono incorraggianti e le informazioni confidenziali che Aurelia riesce ad ottenere su fatturato e margini dei principali players.

Si programma quindi una seconda missione dei 2 soci di riferimento, in vista della preparazione di un business plan da sottoporre ad un gruppo di investitori privati del veneto, interessati a associarsi e finanziare l’impresa nella sua internazionalizzazione.

Sembrerebbe che tutto proceda per il meglio e che la societá abbia compiuto tutti i passi necessari, pur sostenendo un costo significativo in questa fase, giungendo a montare un dossier completo con diverse alternative di locations, costi, tempi, processi di selezione del personale e management locali. Tutto pronto.

Ma invece non se ne fará niente!

Perché?

Perché nel frattempo uno dei soci ha fatto lo stesso percorso conoscitivo e preparatorio per Dallas (USA) e i risultati sono stati molto piú incoraggianti per gli investitori, che pur in presenza di un mercato inferiore per dati generali di consumo e propensione alla crescita del consumo pro-capite, hanno scelto di rischiare i loro capitali in un investimento che non avesse un pedaggio di entrata ingiustificatamente alto come quello brasiliano.

Ecco di seguito i dati, nudi e crudi, che spiegano la scelta obbligata di non investire in Brasile:

 

Azione Tempi Costi
Brasile USA Brasile USA
Analisi mercato 1-2 mesi 1-2 settimane 3000-4000 euro 500-1000 usd
Costituzione societá 1-6 mesi 2-4 ore (via internet) Sino a 10.000 euro 1200 usd
Assistenza legale preliminare 1-6 mesi 1 settimana 1000-3000 euro 200-600 usd
Apertura conto corrente 3-9 mesi 1 ora (via internet)    
Omologazioni e autorizzazioni tecniche 3-6 mesi 1 giorno 4000-6000 euro Max 1000 usd
Buonuscita     Sino a 300.000 euro 0
Buona entrata     Sino a 12 mensilitá affitto 0
Dogana e tributi 2-3 settimane 2-3 giorni 96% del valore FOB 18% del valore FOB
Affitto (40mq in shopping centre)     Sino a 10.000 euro Sino a 7.000 usd

CONCLUSIONI:

Il Brasile è mercato molto interessante ed allettante, ma:

a) bisogna sempre andare a fondo nelle simulazioni finanziarie e di ritorno sull;’investimento

b) essere pronti a sopprotare tempi lungji, specie all’inizio

c) non è competitivo quando comparato al costo di entrata in altri mercati

d) bisogna stare sil posto ed essere pronti a combattere lunghe e estenuanti battaglie burocratiche

e) è sempre necessario affiancarsi ad una struttura di consulenza tecnica multidisciplinare, specie nel “tutoring” iniziale

La domanda nasce spontanea: quanta parte del potenziale di investimento produttivo straniero in Brasile fugge verso altri mercati dopo essersi affacciati aquello nazionale? 

 

Cosa potrebbe e dovrebbe fare il Governo per fare in modo che questi capitali produttivi (non speculativi!) vengano e restino in Brasile?